Facebook censura? Mandatelo a quel paese, venite su Mastodon !

(Riceviamo e volentieri pubblichiamo) Non abbiamo ancora visto il film su Cucchi (rimedieremo al più presto) ma intanto ne abbiamo visto un altro, bruttino, un po’ banale. I buoni erano ragazzi arrabbiati contro le violenze degli uomini di stato, i cattivi le solite multinazionali senza scrupoli.
La trama: esce al Cinema “Sulla mia pelle”, il film di Alessio Cremonini con Alessandro Borghi e Jasmine Trinca che racconta la vicenda di Stefano Cucchi, morto trentenne nell’ottobre 2009 dopo un pestaggio dei Carabinieri. A distribuirlo nelle sale è Lucky Red, uno dei principali player del mercato italiano. Contemporaneamente, va sul catalogo di Netflix. Spazi sociali e realtà associative, in molte città, decidono di proiettarlo pubblicamente e gratuitamente, perché quella terribile storia di ferocia in divisa raggiunga più persone possibile. Quasi tutte hanno adottato Facebook tra i canali su cui promuovere le proiezioni. Lucky Red dice a Facebook: ehi guarda, il copyright di quella roba è mio. E Facebook cancella eventi e messaggi dalla propria piattaforma. Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, esprime dispiacere e amarezza per la cancellazione.
Una trama banale, abbiamo detto, perché è tutto scontato. Una delle più grandi corporation mondiali, che di mestiere lucra su parole e immagini dei suoi utenti, protegge i profitti di alti ricconi, oligopolisti del lucroso mercato della distribuzione cinematografica, senza badare minimamente al sodo della questione, che ricordiamo è sempre un uomo ucciso dai carabinieri. Beh, che altro ci si dovrebbe aspettare da Facebook?
Serve a poco sdegnarsi e invocare la libertà di espressione, Facebook è un privato e di quel che ci si carica fa quello stracavolo che gli pare. Quello che invece serve è mandarlo a quel paese, smettere di usarlo per promuovere iniziative dal basso e in generele smettere di perderci tempo. Serve e si può, perché l’alternativa c’è.
Esiste la tecnologia per creare un social network libero dalle logiche del profitto e rispettoso dei propri utenti. Si chiama Mastodon, è software libero. Ed esistono migliaia di server, liberamente federati tra di loro, non assoggettati alla schiavitù del copyright né al business predatorio dei dati.
Noi siamo Bida, un collettivo di attivisti e hacktiviste attivo a Bologna, e il 13 giugno abbiamo aperto a tutti un nodo (istanza) mastodon che mira a preservare tutti i buoni insegnamenti dell’esperienza di Indymedia, che lo scorso decennio ha fatto la storia della comunicazione libera e autonoma. Per iscriversi non vogliamo nessun dato, basta una mail e basta non essere fascisti, sessisti o razzisti. L’indirizzo è http://mastodon.bida.im. Qui c’è il nostro manifesto, che spiega a fondo la filosofia del progetto: https://mastodon.bida.im/about/more. Durante questa estate si sono iscritte oltre mille persone e si è formata una community vivace, che fa controinformazione e discute in maniera costruttiva e rispettosa degli argomenti più svariati, dai più seri ai più futili. Di fake news, intolleranza, atteggiamenti offensivi o denigratori non c’è mai stata nessuna traccia. Insomma, si sta benissimo.
La quotidiana riappropriazione degli spazi digitali è la migliore arma per combattere le idee di odio, la manipolazione delle informazioni, la profilazione invasiva. E’ tempo per chi ha a cuore la libertà di abbandonare Facebook e aprire un account su un’istanza Mastodon, o se ne ha le conoscenze, di dar vita a un nuovo nodo.
La storia insegna che chi censura è destinato a soccombere.

 

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1918-2018: ad un secolo dalla fine dell’Inutile strage”

3 NOVEMBRE 2018 MANIFESTAZIONE ANTIMILITARISTA A GORIZIA. RICORDIAMO LA FINE DELL'”INUTILE STRAGE”, CHE CON I SUOI MASSACRI FU LA LEVATRICE DEL FASCISMO. Contro le guerre di ieri, di oggi e di domani. Partenza h 15,00 dal piazzale della Stazione

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IL TRIBUNALE SPECIALE FASCISTA: la “giustizia” di Mussolini

Il Tribunale speciale per la difesa dello Stato, istituito con la legge 25 novembre 1926, n. 2008 (Provvedimenti per la difesa dello Stato), nell’ambito delle cosiddette “leggi fascistissime” fu uno degli strumenti più infami di repressione utilizzato dalla dittatura fascista.

tribunale speciale

Una seduta del Tribunale speciale

Non era costituito da magistrati di professione ma da ufficiali (consoli) della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (la forza armata del partito fascista) a cui non era richiesto neppure il possesso della laurea in legge ! Il Presidente proveniva dall’esercito o dalla Milizia (anche a lui non erano richiesti studi giuridici). L’unico dotato istituzionlmente di preprazione giuridica era il relatore (peraltro senza diritto di voto) che proveniva dalla magistratura militare. Continua a leggere

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L’INFAMIA DELLE LEGGI RAZZIALI

LUGLIO 1938 VIENE PUBBLICATO IL “MANIFESTO DELLA RAZZA”, SETTEMBRE ESCONO LE LEGGI RAZZIALI VOLUTE DAL REGIME FASCISTA. RICORDIAMO LE TAPPE DI QUESTA INFAMIA

le tappe della legislazione razzista

Si tende troppo spesso a sminuire la gravità della persecuzione degli ebrei attuata dal fascismo. Tra il 1938 e il 1943 i provvedimenti razzisti divennero sempre più gravi e dal 1943 la “Repubblica di Salò” collaborò attivamente all’invio degli ebrei nei campi di sterminio. La cronologia che segue ripercorre – in modo schematico – le tappe della normativa razziale fascista.

1935-36 Dopo l’invasione italiana dell’Etiopia si registra un rapido avvicinamento tra il regime fascista e la Germania nazista.

1937 viene proibita ogni “relazione d’indole coniugale” tra gli italiani e i sudditi delle colonie, la pena prevista è “la reclusione da uno a cinque anni” (Regio Decreto Legge 19.4.1937 n. 880).

luglio 1938 Viene pubblicato il “Manifesto della Razza” in cui si dichiara tra l’altro “la popolazione dell’Italia attuale è nella maggioranza di origine ariana e la sua civiltà ariana […] è tempo che gli italiani si proclamino francamente razzisti. Tutta l’opera che finora ha fatto il Regime in Italia è in fondo del razzismo […] Gli ebrei non appartengono alla razza italiana […] rappresentano l’unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia perché è costituita da elementi razziali non europei, diversi in modo assoluto dagli elementi che hanno dato origine agli Italiani […] I caratteri fisici e psicologici puramente europei degli Italiani non devono essere alterati in nessun modo. L’unione è ammissibile solo nell’ambito delle razze europee.”

A partire dal settembre 1938 viene varata una lunga serie di provvedimenti razzisti Continua a leggere

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I Balilla tornano a Udine ?

Un lettore scrive al Messaggero veneto:
“Gentile Direttore,
concordo con le dichiarazioni del sig. Velliscig secondo cui il Jazz ha l’antifascismo nel DNA. Infatti il regime proibì questa musica, considerata “degenerata” e “negroide”. Tuttavia proprio per questo non abbandonerei il campo…
Non vorrei infatti che la principale attività culturale di Udine diventasse l’adunata dei Balilla in piazza Umberto I (pardon: piazza I Maggio)… […]

C’è di che riflettere…

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l’occupazione dell’Etiopia e le responsabilità della Chiesa

Un articolo di Antonio Cataldi coraggiosamente (è il caso di dirlo) pubblicato sul numero di marzo 2018 della rivista dei missionari comboniani NIGRIZIA scoperchia un tema finora poco analizzato: le responsabilità della Chiesa cattolica nel puntellare l’occupazione fascista dell’Etiopia.

E’ ben nota sul piano storiografico la stretta connessione tra la cosiddetta “età dell’Imperialismo” (1870-1914) e il contemporaneo sviluppo dell’attività missionaria delle varie chiese. In questo senso aveva visto bene l’imperatore d’Etiopia Teodoro quando, intorno al 1863, dichiarava al console francese “Conosco i metodi dei governi europei allorché desiderano ottenere un paese  orientale, prima mandano avanti i missionari, poi i consoli a sostegno dei missionari ed infine i battaglioni in appoggio ai consoli” (1).

Nel caso dell’occupazione fascista dell’Etiopia l’atteggiamento del Vaticano fu, ovviamente, di pieno appoggio. Non erano in questione solo i rapporti (allora idilliaci) tra le gerarchie ecclesiastiche e la dittatura ma sprattutto la possibilità di “evangelizzare” vastissimi territori annettendosi possibilmente la locale chiesa copta, caratterizzata da una millenaria indipendenza (2). Continua a leggere

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i bombardamenti fascisti (italiani) sulla Catalogna

Tra i tanti crimini di guerra commessi dal regime fascista il più dimenticato è sicuramente la serie di bombardamenti sulla popolazione inerme compiuti dall’aviazione italiana durante la guerra civile spagnola.

E’ noto l’appoggio dato da Hitler e Mussolini alla sollevazione militare contro il governo repubblicano nel luglio 1936. Senza il ponte aereo realizzato dall’aviazione tedesca e italiana il generale Franco non avrebbe potuto trasferire le sue truppe in Spagna.

Ma l’appoggio ai generali ribelli andò ben oltre. Si calcola che Mussolini abbia inviato in Spagna complessivamente circa 80.000 legionari (guidati inizialmente dal gen. Roatta), mentre la Germania inviò un contingente ridotto (la Legione Condor) dotato però di armamenti modernissimi.

E’ noto a tutti il micidiale bombardamento di Guernica, immortalato da Picasso, messo in atto da bombardieri tedeschi il 26 aprile 1937. Le vittime furono circa 1.600, oltre un migliaio i feriti, secondo le stime del governo basco. Ma quanti sanno che i bombardieri tedeschi erano scortati anche da caccia italiani ? Continua a leggere

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