OFFENSIVA GIUDIZIARIA CONTRO LE CASE OCCUPATE

In un precedente articolo (Umanità Nova, 2 Dicembre 2018) avevamo evidenziato come il Decreto Salvini contenesse anche una stretta repressiva contro le occupazioni ed in generale contro le agitazioni sociali (in particolare con l’aggravamento delle pene per i blocchi stradali).

Puntuale come un orologio assistiamo ora ad una offensiva giudiziaria contro il movimento di lotta per la casa. A Milano, il 13 Dicembre, con la cosiddetta “operazione Robin Hood” sono state sgomberate 9 case popolari, arrestati 9 militanti del Comitato Abitanti Giambellino Lorenteggio (arresti domiciliari) e sequestrata la sede del comitato stesso.

L’accusa è di “associazione a delinquere finalizzata all’occupazione abusiva di immobili e resistenza a pubblico ufficiale”.
Altre 75 persone risultano indagate per altri reati, come occupazione e resistenza a pubblico ufficiale.
Da rimarcare che non è la prima volta che si tenta di affibbiare il reato di “associazione a delinquere” alle lotte popolari. Fino ad ora queste accuse sono sempre cadute nel corso del dibattimento ma, visto l’attuale quadro di pesante involuzione politica, rischiamo di tornare all’epoca di Crispi quando il reato di “associazione di malfattori” era normalmente utilizzato contro anarchici e socialisti.
Del caso si è occupata ampiamente la stampa di regime, cercando di assimilare l’attività del comitato a quella di un racket di mafiosi che “vende” le case popolari. In realtà sembra surreale (anche visti i prezzi del mercato immobiliare milanese) equiparare a una “vendita” la quota associativa di 10 euro mensili che (pare) fosse richiesta agli occupanti insieme all’impegno a partecipare alle assemblee. Continua a leggere

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SOLIDARIETA’ ALLA BANDA DEGLI OTTONI A SCOPPIO

La storica banda musicale milanese si trova ora al centro di una inverosimile vicenda giudiziaria. pubblichiamo il loro comunicato esprimendo la massima solidarietà e invitiamo ad esprimere solidarietà direttamente sulla loro pagina FB o  (meglio ancora) a versare un contributo per le spese legali utilizzando il link “donazioni” del sito (ottoniascoppio.org) indicando la causale “giù le mani dalla Banda”

La banda degli ottoni durante una manifestazione

Il 7 dicembre 2014, nella città che si preparava all’Expo, come ogni anno si preannunciavano contestazioni alla Prima della Scala. In un clima volutamente tenuto a livelli di tensione alto, la Banda degli ottoni a Scoppio, storica banda militante di strada, riconosciuta anche con l’Ambrogino d’oro, ha giocato un ruolo determinante affinché fosse garantita l’agibilità della piazza da parte dei dimostranti, semplicemente usando la musica come strumento di azione e interposizione contro chi, in quella piazza, cercava a tutti i costi lo scontro per criminalizzare il dissenso.

Pensiamo che per questo motivo, dopo oltre tre anni, due nostri compagni della Banda sono stati denunciati e rischiano condanne di svariati anni. Respingiamo con forza questo tentativo di criminalizzare l’azione politico-musicale, pacifica ma determinata, dei due “banditi” e di tutti gli “Ottoniascoppio”. Per questo le denunce e la persecuzione le sentiamo rivolte a tutto il mondo della musica e dell’arte in generale.

Esprimiamo solidarietà a Spinash e Juancarlos, chiediamo la solidarietà di tutti coloro con i quali, in oltre trent’anni, abbiamo marciato, ballato, cantato e lottato.

 

(articolo su banda ottoni

(La Repubblica, Milano 29 dicembre 2018)

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BASTA GENTE SENZA CASA, BASTA CASE SENZA GENTE ! (DECRETO SALVINI E OCCUPAZIONI)

La stretta securitaria di Salvini si sta abbattendo anche sulle occupazioni di case e di spazi sociali. In un paese come l’Italia, in cui decine di migliaia di immobili ( di proprietà di grandi immobiliari o pubblica) rimangono colpevolmente vuoti per decenni mentre i ceti più poveri faticano a trovare un alloggio alla portata delle proprie tasche, l’occupazione abusiva ha sempre costituito uno sfogo naturale (e inevitabile) al problema abitativo.
La grande stagione di lotte seguita al ’68 aveva generato un forte movimento di occupazioni di alloggi accompagnata dall’occupazione di stabili da sottrarre alla speculazione e destinare a spazi sociali. Passato il momento più caldo delle mobilitazioni l’occupazione è rimasta comunque un fenomeno endemico, che si riacutizza nei periodi di maggiore crisi economica o di tensioni migratorie.
Di fronte a questo problema l’atteggiamento dei vari governi ha sempre oscillato tra soluzioni di forza e, in prevalenza, il tentativo di “governare” il fenomeno, anche attraverso periodiche sanatorie delle occupazioni negli edifici pubblici. Appariva infatti evidente l’impossibilità di risolvere l’emergenza abitativa solo con soluzioni di polizia.
È a partire dal governo Renzi che la soluzione securitaria prevale progressivamente su quella “politica” e, anche qui come nella lotta contro gli immigrati, Salvini si pone in perfetta continuità con le politiche del PD. Continua a leggere

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I RIDER CHIEDONO IL RICONOSCIMENTO E LA TUTELA DEL LORO LAVORO

Stanchi di aspettare il governo e l’esito di un tavolo ormai rotto, chiediamo che si passi dalle promesse ai fatti.

Rendiamo pubblica per questo la nostra proposta di legge sulla gig economy e il mondo delle piattaforme digitali. Continua a leggere

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Conoscere la “rotta balcanica”

un blog molto utile per conoscere la “rotta balcanica”: respingimenti illegali di migranti richiedenti asilo dalla “fortezza Europa”, in Croazia, in Slovenia ed ora anche in Italia

https://lungolarottabalcanica.wordpress.com/

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Decreto Salvini e gratuito patrocinio

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12 Dicembre 1969: la strage è di Stato, Pinelli è stato assassinato (per non dimenticare)

La strage di Stato: come è morto Giuseppe Pinelli
Il 12 Dicembre 1969 una bomba esplode nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana a Milano: 14 morti e oltre cento feriti (altri due moriranno in ospedale). Le indagini si orientano immediatamente verso gli ambienti anarchici ignorando gli indizi che portano verso una matrice fascista dell’attentato. Un attentato voluto da settori dei servizi segreti per fermare le grandi mobilitazioni popolari del periodo e appaltato a gruppi fascisti: una strage di Stato. A Milano il 12 Dicembre decine e decine di sospetti vengono fermati, portati in questura e sottoposti a lunghi interrogatori. Tra questi il ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli.
E’ circa la mezzanotte di lunedì 15 dicembre 1969. Il cronista dell’Unità di Milano Aldo Palumbo discende lentamente lo scalone principale della questura di Milano, muove i primi passi per attraversare il cortile. E sente un tonfo, poi altri due, ed è un corpo che cade dall’alto, che batte sul primo cornicione del muro, rimbalza su quello sottostante e infine si schianta al suolo. Palumbo rimane paralizzato per qualche secondo al centro del cortile, poi si avvicina al corpo, ne distingue i contorni del viso. E subito gridando corre a dare l’allarme, agli agenti della squadra mobile, agli altri cronisti che sono rimasti in sala stampa quando lui è uscito.

La mattina dopo tutti i quotidiani escono a grossi titoli con la notizia del suicidio di Giuseppe Pinelli. Continua a leggere

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