i bombardamenti fascisti (italiani) sulla Catalogna

Tra i tanti crimini di guerra commessi dal regime fascista il più dimenticato è sicuramente la serie di bombardamenti sulla popolazione inerme compiuti dall’aviazione italiana durante la guerra civile spagnola.

E’ noto l’appoggio dato da Hitler e Mussolini alla sollevazione militare contro il governo repubblicano nel luglio 1936. Senza il ponte aereo realizzato dall’aviazione tedesca e italiana il generale Franco non avrebbe potuto trasferire le sue truppe in Spagna.

Ma l’appoggio ai generali ribelli andò ben oltre. Si calcola che Mussolini abbia inviato in Spagna complessivamente circa 80.000 legionari (guidati inizialmente dal gen. Roatta), mentre la Germania inviò un contingente ridotto (la Legione Condor) dotato però di armamenti modernissimi.

E’ noto a tutti il micidiale bombardamento di Guernica, immortalato da Picasso, messo in atto da bombardieri tedeschi il 26 aprile 1937. Le vittime furono circa 1.600, oltre un migliaio i feriti, secondo le stime del governo basco. Ma quanti sanno che i bombardieri tedeschi erano scortati anche da caccia italiani ? Continua a leggere

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Udine: mostra Catalogna bombardata 5 febbraio – 4 marzo 2018

TRA I TANTI CRIMINI COMPIUTI DAL FASCISMO UNO DEI PIU’ DIMENTICATI E’ LA SERIE DI BOMBARDAMENTI COMPIUTI SULLA POPOLAZIONE CIVILE DURANTE LA GUERRA CIVILE SPAGNOLA.

UNA MOSTRA A UDINE LI RICORDA.  l’immagine sul manifesto mostra il muro della chiesa di S. Filippo Neri a Barcellona, dove trovarono la morte 42 persone (quasi tutti bambini) a causa del bombardamento italiano del 30 gennaio 1938.

 

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GIORNO DELLA MEMORIA… E LE LEGGI RAZZIALI FASCISTE ?

Risiera di san Sabba (Trieste)

Risiera di San Sabba (Trieste)

in occasione dell’anniversario della Liberazione (27 gennaio 1945)  dei deportati nel Lager di Auschwitz ricordiamo il nostro precedente post contro il negazionismo

Come al solito però il nostro Paese è – in campo storico – “presbite” si vedono le responsabilità altrui e si ignorano le proprie.

Riteniamo utile quindi pubblicare una breve cronologia delle persecuzioni razziali attuate dal regime fascista.

 

1938-1945. LA PERSECUZIONE DEGLI EBREI IN ITALIA

le tappe della legislazione razzista

Si tende troppo spesso a sminuire la gravità della persecuzione degli ebrei attuata dal fascismo. Tra il 1938 e il 1943 i provvedimenti razzisti divennero sempre più gravi e dal 1943 la “Repubblica di Salò” collaborò attivamente all’invio degli ebrei nei campi di sterminio. La cronologia che segue ripercorre – in modo schematico – le tappe della normativa razziale fascista.

1935-36 Dopo l’invasione italiana dell’Etiopia si registra un rapido avvicinamento tra il regime fascista e la Germania nazista.

1937 viene proibita ogni “relazione d’indole coniugale” tra gli italiani e i sudditi delle colonie, la pena prevista è “la reclusione da uno a cinque anni” (Regio Decreto Legge 19.4.1937 n. 880) Continua a leggere

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GORIZIA: venerdì 16 dicembre 2017 NESSUNO/A E’ ILLEGALE

NUOVO CONCENTRAMENTO: PIAZZA S. ANTONIO GORIZIA ORE 15,00

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Udine 22 novembre 2017: presentazione del libro di Eulàlia Vega, Pioniere e rivoluzionarie. Donne anarchiche in Spagna

Mercoledì 22 novembre presso la libreria Moderna Udinese , via Cavour in centro a Udine verrà presentato, alle ore 17,30, il libro di Eulàlia Vega, Pioniere e rivoluzionarie. Donne anarchiche in Spagna (1931-1975), Zero in condotta, 2017. Una ricerca molto interessante che ricostruisce la biografia di diverse militanti operaie anarchiche dalla proclamazione della repubblica (1931) alla morte di Franco (1975) passando attraverso guerra civile, rivoluzione, resistenza interna alla dittatura, esilio.

L’iniziativa è promossa dall’Istituto friulano per la storia del movimento di liberazione di Udine

Un momento della presentazione a Udine

Un momento della presentazione a Udine

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Gli anarchici e la lotta per la casa – Milano 1976-1984

Pubblichiamo un articolo e altri documenti sull’argomento (alcuni sono ormai introvabili in cartaceo, altri erano inediti) oltre ad alcuni utili link di approfondimento

“La presente ricerca si propone – senza alcuna pretesa di completezza – di tracciare un bilancio dell’intervento degli anarchici nella lotta per la casa a Milano tra il luglio 1976 (occupazione di via Conchetta 18) e il maggio 1984 (sgombero di via Correggio 18).

Il problema casa dal dopoguerra agli anni ‘70

Nel dopoguerra costruire case è un affare: forte domanda causata dalle necessità della ricostruzione e dai flussi migratori, vincoli burocratici minimi, possibilità di sfruttare una manodopera sottopagata; lo Stato sostiene l’edilizia con sgravi fiscali, crediti e sovvenzioni.

Gli speculatori hanno campo libero in assenza di qualunque pianificazione. Esiste in teoria una legge urbanistica (L.17 agosto 1942 n. 1150) che conferisce ai Comuni dotati di Piano Regolatore Generale ampi poteri di pianificazione e di esproprio. Ma il primo PRG ai sensi della legge urbanistica viene adottato solo nel 1953 (è quello di Milano) e i poteri di esproprio rimangono lettera morta in tutta Italia.

A Milano, in attesa della promulgazione del PRG la ricostruzione avviene praticamente senza alcun controllo, con massicci sventramenti. Mezza città viene edificata “in precario” con licenza edilizia “provvisoria”, né d’altra parte l’adozione del Piano Regolatore modifica di molto le cose, anzi gran parte delle aree destinate ad uso agricolo vengono edificate con il solito trucco delle licenze “in precario”… (scarica in pdf l’articolo Gli anarchici e la lotta per la casa a Milano 1976 1984   di Mauro De Agostini pubblicato su Collegamenti-Wobbly : per una teoria critica libertaria. – Nuova serie. – n. 8 luglio-dicembre 2006)

Su questo tema si veda anche:

l’opuscolo 32 anni di Anarchia in via Torricelli (scarica in pdf) realizzato dal Circolo dei Malfattori (ottobre 2008)

il recente libro Le radici del glicine storia di una casa occupata di Massimo Pirotta (2017) sull’occupazione di via Correggio 18 (vedi anche la recensione su Umanità Nova, 17 dicembre 2017)

Costretti a sanguinare di Marco Philopat (sull’esperienza del Virus, ripubblicato nel 2016)

Storia di un’autogestione di Cox18, Archivio Primo Moroni, Calusca City Lights (sull’occupazione di via Conchetta 18, 2010). Questo libro riporta anche l’intervista agli occupanti pubblicata su A Rivista anarchica, ottobre 1976.

alcune precisazioni ( 34 anni di autogestione Conchetta e Torricelli)  pubblicate su “Umanità nova” 6 giugno 2010

Un articolo (e alcune precisazioni) su via Conchetta 18 pubblicati su “Umanità nova”, 22 marzo 2009

 

 

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LA PRIMA INTERNAZIONALE IN ITALIA: una sintesi

Nella nascita e sviluppo del movimento operaio in Italia un ruolo fondamentale è dovuto al rivoluzionario russo Michail Aleksandrovic Bakunin, giunto in Italia nel 1864.

1864 nasce la Prima internazionale
Nello stesso anno a Londra era stata costituita la Associazione internazionale dei lavoratori (nota in seguito come Prima internazionale) ad opera dei rappresentanti delle nascenti trade unions inglesi e delle associazioni operaie francesi di ispirazione proudhoniana.
Impropriamente viene attribuito a Karl Marx il ruolo di principale ispiratore dell’Internazionale, essa “nacque come organo comune dei sindacati inglesi e francesi, con la partecipazione di un certo numero di esuli di altri paesi europei che in quel periodo vivevano a Londra […] essa fu in origine un organismo sindacale, espressione della solidarietà degli operai organizzati di Francia e Gran Bretagna, e non un movimento politico, anche se fin dall’inizio un colorito politico lo ebbe.” (Cole, p. 99). Vennero invitati alcuni esuli e “Marx dovette il suo invito soprattutto a fatto che due suoi amici – il sarto tedesco Georg Eccarius (1818-89) e l’orologiao svizzero Hermnn Jung (1830-1901) – avevano ottenuto un incarico nel movimento sindacale inglese; essi riuscirono a farlo includere nella lista fin dal primo momento” (Cole, p. 101).

scarica l’articolo integrale in formato PDF

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I PRINCIPI DI SAINT-IMIER

La Prima Internazionale (1864-1877) costituì il primo tentativo di creare un coordinamento fra i movimenti dei lavoratori presenti in tutti i Paesi del mondo.  Caratterizzata dalla presenza di organizzazioni molto eterogenee fra di loro vide ben presto lo scontro tra l’ala marxista e quella anarchica rappresentata prima dai sostenitori di Proudhon e poi da Bakunin.

Il conflitto verteva in particolare sull’interpretazione da dare al principio secondo cui l’emancipazione economica delle classi lavoratrici è il grande fine cui deve essere subordinato, come mezzo, ogni movimento politico “. Secondo Marx questo voleva dire creare partiti politici per giungere alla creazione di uno Stato proletario, secondo gli anarchici al contrario l’accento andava posto sulla lotta economica, la distruzione dello Stato e la creazione di una società basata sulla libera federazione “dal basso verso l’alto” . La diversità delle interpretazioni era facilitata dalla difformità tra il testo inglese e quello francese dello Statuto.

Marx brigò per ottenere il controllo dell’organizzazione fino a riuscire a far espellere Bakunin dall’Internazionale nel congresso dell’Aja  (ampiamente addomesticato) tenutosi dal 2 al 7 settembre 1872 e a far trasferire la sede del Consiglio generale a New York per sottrarlo al controllo degli avversari.

Di conseguenza il 15 e 16 settembre 1872 si riunirono a Saint-Imier i rappresentanti delle federazioni italiana, spagnola, del Giuria e di sezioni francesi e degli Stati Uniti. Le deliberazioni dell’Aja vennero disconosciute, e il congresso si dichiarò il legittimo rappresentante dell’Internazionale. Nasceva così la cosiddetta Internazionale antiautoritaria (o Internazionale di Saint-Imier) che avrebbe celebrato ancora quattro congressi internazionali fino al 1877 prima di dissolversi sotto la pressione della repressione statale. I Principi di saint-Imier sono ancor oggi considerati i principi fondanti del movimento anarchico internazionale

PRIMA RISOLUZIONE

Atteggiamento delle Federazioni riunite in Congresso a Saint-Imier, in riferimento alle risoluzioni del Congresso de L’Aia e del Consiglio generale

Considerando che l’autonomia e l’indipendenza delle federazioni e delle sezioni operaie costituiscono la condizione primaria per l’emancipazione dei lavoratori;
Che qualsiasi potere legislativo e regolamentare dato ad un Congresso sarebbe una violazione flagrante di questa autonomia e libertà:

Questo Congresso nega in principio il diritto a legiferare da parte di tutti i Congressi, siano essi generali o regionali, non riconoscendo ad essi altra missione che quella di presentare le aspirazioni, i bisogni e le idee del proletariato delle differenti località e paesi, al fine che la loro armonizzazione e unificazione si realizzino per quanto possibile; afferma che in nessun caso la maggioranza di un qualunque Congresso potrà imporre le sue risoluzioni alla minoranza.

Considerando, d’altra parte, che l’istituzione di un Consiglio generale nell’Internazionale è, per sua propria natura e in maniera fatale, destinato a divenire una violazione permanente di questa libertà che deve essere la base fondamentale della nostra grande Associazione;

Considerando che gli atti del Consiglio Generale di Londra che è stato adesso dissolto, sono stati, durante questi ultimi tre anni, la prova vivente del vizio inerente a questa istituzione; Continua a leggere

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